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Unità di ricerca coordinata dalla Prof.ssa Gelsomina Fico  

Componenti: Prof.ssa Gelsomina Fico

Caratterizzazione morfologica e chimica di piante officinali e di interesse alimentare. Le ricerche finalizzate allo studio della biodiversità vegetale sono volte a caratterizzare specie officinali e di interesse alimentare dal punto di vista morfologico (mediante l’uso di microscopia ottica ed elettronica) e chimico (estrazione e isolamento di metaboliti secondari con analisi quali-quantitative).

  • S. Vitalini, A. Braca, G. Fico (2012). Investigation on the flavonoid composition of Aconitum angustifolium Bernh. flowers and leaves, Phytochemistry letters 5: 476-479S.
  • Vitalini, A. Braca, G. Fico (2011). Study on secondary metabolite content of Helleborus nigerL. leaves.Fitoterapia 82: 152-154
  • S. De Marino, F. Gala, F. Zollo, S. Vitalini, G. Fico, F. Visioli, M. Iorizzi(2008). Identification of minor secondary metabolites from the latex of Croton lechleri (Muell-Arg) and evaluation of their antioxidant activity. Molecules13(6): 1219-1229

Produttività in metaboliti secondari in relazione ad aspetti ecologici e fisiologici. Si indaga la produzione di metaboliti secondari in rapporto ad alcuni fattori ambientali e/o endogeni. La biosintesi e  l’accumulo di composti del metabolismo secondario possono essere influenzati da fattori diversi, quali per esempio il clima, la situazione edafica, l’habitat in generale, condizioni di stress (scarsità d’H2O, presenza di patogeni) oppure da ritmi endogeni della pianta stessa che possono variare nel corso del ciclo ontogenetico. Tali fattori rivestono notevole interesse pratico quando ci si ponga il problema di ottimizzare la raccolta di piante o di parti di esse ad elevato tenore in principi attivi.

  • S. Vitalini, G. Flamini, A. Valaguzza, G. Rodondi, M. Iriti, G. Fico (2011). Primula spectabilis Tratt. aerial parts: morphology, volatile compounds and flavonoids. Phytochemistry 72: 1371-1378

Attività biologica di composti di origine vegetale. Saggi biologici sono rivolti ad approfondire il ruolo di metaboliti secondari nell’economia vitale della pianta e ad indagare potenzialità terapeutiche per l’uomo. In particolare il gruppo di ricerca realizza test in vitro per la valutazione di attività antimicrobica, antifungina, antiossidante di materiale vegetale commerciale e derivante da entità coltivate o spontanee (estratti grezzi, frazioni e composti puri opportunamente isolati).

  • S. Vitalini, C. Gardana, P. Simonetti, G. Fico, M. Iriti (2013). Melatonin, melatonin isomers and stilbenes in Italian traditional grape products and their antiradical capacity. Journal of Pineal Research 54(3):322-333
  • S. Vitalini, G. Beretta, M. Iriti, S. Orsenigo, N. Basilico, S. Dall'Acqua, M. Iorizzi, G. Fico (2011).Phenolic compounds from Achillea millefolium L. and their bioactivity. Acta biochimica Polonica 58 (2): 203-219
  • C. Mariani, A. Braca, S. Vitalini, N. De Tommasi, F. Visioli, G. Fico (2008). Flavonoid characterization and in vitro antioxidant activity of Aconitum anthora L. (Ranunculaceae). Phytochemistry 69(5): 1220-1226

Biosistematica.La corretta caratterizzazione botanica delle entità vegetali è di fondamentale importanza oltre che per una ricerca di base anche dal punto di vista applicativo, per evitare confusione tra specie simili, ma a diverso contenuto in principi attivi, eventuali sofisticazioni, usi impropri delle droghe e per un più mirato uso delle piante. In particolare il gruppo di ricerca studia alcune entità critiche della Flora italiana in relazione ad aspetti biosistematici con approcci metodologici differenti: morfologico, chimico, biomolecolare.

  • S. Vitalini, A. Braca, D. Passarella, G. Fico (2010). New flavonol glycosides from Aconitum burnatii Gáyer and Aconitum variegatum L. Fitoterapia 81: 940-947

Effetti di trattamenti con induttori di resistenza sulla sintesi di metaboliti secondari in specie officinali e di interesse alimentare. Gli induttori di resistenza sono dei presidi fitosanitari in grado di stimolare i meccanismi di difesa della pianta verso i patogeni. A differenza degli agrofarmaci convenzionali, essi non possiedono un’attività antibiotica diretta verso il patogeno, ma vengono utilizzati in maniera preventiva, ossia prima che l’infezione abbia luogo, oltre ad essere meno tossici per l’uomo e l’ambiente. Tra gli induttori di resistenza, il chitosano, un derivato deacetilato della chitina, è particolarmente interessante per la sua efficacia e per la capacità si stimolare, nella pianta, la biosintesi di metaboliti secondari biologicamente attivi. Il gruppo di ricerca realizza studi relativi all’uso di induttori di resistenza  (es. BTH e chitosano), che determinano un incremento di produzione di polifenoli in specie vegetali di interesse commerciale, in particolare Vitis vinifera (Groppello: cultivar autoctona della Lombardia) Humulus lupulus (cultivar diverse solo recentemente coltivate in Italia).

  • S. Vitalini, C. Gardana, A. Zanzotto, G. Fico, F. Faoro, P. Simonetti, M. Iriti (2011). From vineyard to glass: agrochemicals enhance the melatonin content, total polyphenols and antiradical activity of red wines. Journal of Pineal Research 51(3):278-85
  • M. Iriti, G. Castorina, S. Vitalini, I. Mignani, C. Soave, G. Fico, F. Faoro (2010). Chitosan-induced, ethylene-independent resistance does not reduce crop yield in bean plants. Biological Control 54: 241-247

Etnobotanica. In un contesto di salvaguardia e valorizzazione della biodiversità intesa in senso più lato come biodiversità culturale, si pongono i nostri studi legati al recupero di conoscenze d’uso legato a specie vegetali nella medicina popolare, per l’alimentazione, per scopi rituali e cura degli animali. Tali studi rappresentano la base per la realizzazione di studi fitochimici di caratterizzazione di specie vegetali mai indagate e di validazione/confutazione della rilevata attività biologica.

  • S. Vitalini, M. Iriti, C. Puricelli, D. Ciuchi, A. Segale, G. Fico (2013).Traditional knowledge on medicinal and food plants used in Val San Giacomo (Sondrio, Italy): an alpine ethnobotanical study. J. Ethnopharmacol. 30;145(2):517-29
  • M. Iriti, S. Vitalini, G. Fico, F. Faoro (2010). Neuroprotective herbs and foods from different traditional medicines and diets. Molecules 15: 3517-3555
  • S. Vitalini, F. Tomè, G. Fico (2009). Traditional uses of medicinal plants in Valvestino (Italy). Journal of Ethnopharmacology 121: 106-116

Ricerca e sperimentazione in campo aperto presso l’Orto Botanico "Giordano Emilio Ghirardi".  L’orto botanico di cui la Prof.ssa G. Fico è responsabile scientifico dal 2003 è sito a Toscolano Maderno (Brescia), nasce nel 1964 come Stazione botanica sperimentale della casa farmaceutica milanese SIMES (Società Italiana Medicinali e Sintetici), per volere del suo proprietario, Giordano Emilio Ghirardi, allo scopo di coltivare specie, di difficile reperimento, a principi attivi cardioattivi e antitumorali. Si può citare ad esempio la specie Camptotheca acuminata, simbolo dell’orto, dai principi attivi antitumorali, ed introdotta per la prima volta in Italia proprio presso lo stesso. Per il reperimento dei semi, Ghirardi inviò uomini in tutto il mondo e mantenne legami con famosi personaggi come l’etnoiatra Antonio Scarpa che, dall’Amazzonia, inviò i semi delle specie impiegate dalle popolazioni locali. Ciò testimonia la grande varietà di specie presenti. Quando la SIMES venne venduta, il proprietario conservò l’orto botanico per la ricerca scientifica. Nel 1991, venne donato all’Università di Milano, con la clausola di mantenerne l’indirizzo di studio e ricerca sulle piante medicinali. Dal 2013 l’orto botanico è gestito dal Dipartimento di Scienze Farmaceutiche. La sua superficie è pari a 10.000 metri quadrati, posto a 70 metri sopra il livello del mare. Le specie officinali ammontano a circa 400 e non sono raggruppate secondo criteri sistematici, fitogeografici o paesaggistici, ma lasciate nelle aiole originali dell’impianto. Tra le entità presenti in orto o coltivate presso il campo sperimentale che esso ospita, su cui è stata realizzata e si realizza ricerca sui diversi fronti sin qui descritti ricordiamo entità appartenenti alla famiglia delle Lamiaceae, Nigella damascena e Vitis vinifera.

  • S. Vitalini, C. Gardana, A. Zanzotto, P. Simonetti, F. Faoro, G. Fico, M. Iriti (2011). The presence of melatonin in grapevine (Vitis vinifera L.) berry tissues. Journal of Pineal Research 51(3):331-7

 

Collaborazioni

Dipartimento di Farmacia, Università di Pisa

Dipartimento di Bioscienze, Università degli Studi di Milano

Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali, Università degli Studi di Milano

Dipartimento di Scienze Farmaceutiche, Università di Salerno

Dipartimento di Scienze Farmaceutiche, Università di Padova

Dipartimento di Biologia Vegetale e Biotecnologie Agroambientali e Zootecniche, Università degli Studi di Perugia

Dipartimento di Chimica delle Sostanze Naturali, Università degli Studi di Napoli Federico II

Dipartimento di Farmacologia sperimentale, Università degli Studi di Napoli Federico II

Dipartimento di Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e il Territorio, Università degli Studi del Molise

UMR7079, Université Pierre e Marie Curie, Parigi

Department of Pharmaceutical Sciences, Al-Zaytoonah University of Jordan

Servizio Beni Culturali, Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico

Prof. Gelsomina Fico  

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